Concorso “Scendincampo”

 

Ciclismo

 

 

SCENDINCAMPO è un concorso di scrittura creativa rivolto agli studenti delle Scuole superiori, per ricordare Paolo Lutman, che avremmo voluto avere più a lungo con noi.

 

Per partecipare è necessario scrivere un componimento in forma di racconto breve che abbia come argomento centrale un evento sportivo o comunque una situazione connessa allo sport, di qualsiasi natura esso sia.

 

 

 

 

 

 

Noi ci credevamo –  Italia-Brasile dell’82
di Paolo Lutman

 

Noi ci credevamo. A quell’età ci si crede per forza. Con il grande “Dino Dio” in porta (così l’avevamo ribattezzato nei cori che accompagnavano la partita) non potevamo certo uscire. Il Brasile? Buona squadra, ma noi eravamo noi!
Rossi era il ragazzo che avremmo voluto essere, Gentile aveva affilato le armi, Oriali correva per mille… Non avremmo mai potuto perdere quella partita. Come tutte le altre, del resto…. Ad Anna piaceva camminare tenendo per mano un amico. Non so sinceramente perché, ma a quel tempo non mi sembrava una cosa strana. Io mi mettevo nel gruppo e fruttavo la scia degli altri. Quando era sola, piombavo con un argomento qualunque. Con lei era facile parlare di tutto. Si poteva parlare di Dio come di Rummenigge. E non è che ci si confondeva.
La gara fu bellissima. Segnò Rossi, pareggiò Socrates, tornammo avanti ancora con Rossi e poi Falcao per il due a due. Un goal che non ci voleva. Un goal evitabile se solo un uomo fosse uscito a difendere, al limite dell’area, in modo decente. Mancavano 22′ tra noi e la fine di un sogno. «Dino Dio!».
Anna aveva gli occhi scuri ma chiari. Li aveva castani ma facevano molta luce. Come il sorriso. La carnagione era un po’ olivastra. Era minuta (ma io, a quel tempo, ero appena più alto di lei, piuttosto magra, con seni e fianchi normali), però si vedeva che era già donna. Avevamo la stessa età, ma lei era un po’ più grande…. Non feci nulla, come sempre. Lei a un certo punto mi si avvicinò e mi baciò sulla bocca. Per me, ma anche per lei (ne sono certo), era il primo. Ne seguirono almeno altri dieci sino all’atterraggio. Ce li demmo senza dirci quasi nulla e l’ultimo durò di più. “Dino Dio” parò sulla linea e fu annullato anche un goal buono ad Antognoni.
Avevamo vinto. Vinto con i più forti del mondo e ora Polonia e Germania non potevano (e fu così) spaventarci. Eravamo i primi al mondo ma ce ne sentivamo al di sopra. Come su un aereo, in volo di ritorno, eravamo in undici, in cento, in milioni di campioni.  

 

La scadenza per la presentazione dei racconti (a.s. 2016-2017) è prevista per il 20 giugno.

 

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